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Vincitore del X premio narrativa Lengua de Trapo Un romanzo sulla nuova paternità. C’è stata solo una cosa memorabile nella mia vita: avere un figlio. E’ quello che dice il protagonista nella prima riga di questo romanzo. Un’introduzione nostalgica e a tratti poetica dell’attesa di un uomo nel tagliare il traguardo della paternità, la certezza illusoria di poter costruire un rapporto speciale con il figlio, la responsabilità eroica e quotidiana nel proteggere quella piccola vita della insidie del mondo. A meno che… A meno che un incendio terrificante quanto imprevisto mettano a repentaglio la vita di quel bambino. La critica su Un Padre Una storia che potrebbe essere vera e raccontata con una forte dose di suspance che tiene il lettore inchiodato alla lettura. Ugarte protegge il suo romanzo da sentimentalismo e demagogia e affronta i suoi personaggi con la giusta distanza e ironia. Una profonda riflessione, niente di dottrinale sui dilemmi della società occidentale. È un romanzo che fa scattare le trappole della nostra coscienza. Un romanziere eccezionale. Una combinazione di intrighi ed una sorprendente riflessione sulle relazioni familiari. Ugarte risveglia nel lettore il piacere della descrizione dell’ineffabile lasciando in noi un disagio, ma delizioso. Una storia raccontata con uno stile ironico, ambiguo e a tratti volutamente sgradevole. Ugarte trascende i singoli fatti per mostrarci i risvolti inediti della nostra realtà.
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