Posts Tagged ‘cultura’

Il mio impegno – Antonio Moresco

Written by zero91 on . Posted in News

Il mio impegno consiste principalmente nei miei libri. Ma so bene cosa sta succedendo attorno a me, e non sono un ignavo. Dai venti ai trent’anni mi sono gettato nella lotta politica, vedendo le cose nella sola dimensione orizzontale della dinamica storica e delle sue contingenze. Ora non vedo più le cose così, ora per me il gioco non è mai così cortocircuitato e stretto. La dimensione in cui viviamo non è solo questa. Però non sono un pentito e, per il resto, non sono cambiato. Partecipo ancora alle battaglie che mi sembrano giuste e che mi convincono esempio, in una condizione di puro volontariato, abbiamo dato vita a un sito e a una rivista intitolati, leopardianamente, “Il primo amore”, perché crediamo che occorra suscitare anche altre forze dormienti dentro di noi, non solo quelle reattive ma anche quelle prefigurative, perché senza questa radicalizzazione e questo passaggio non ci sembra possibile uscire in modo pieno dalla situazione che stiamo vivendo, nel nostro paese e nel mondo, perché non basta il piccolo gioco della politica intesa solo come spostamenti di superficie ma occorrono invece smottamenti verticali. Non perché non desideriamo anche noi i cambiamenti contingenti, magari piccoli ma che possono dare sollievo alla vita, ma perché occorre guardare anche più in là, perché pensiamo che ci sia infinitamente di più da fare e da dare in questo drammatico momento della nostra vita nel mondo, e che nello stesso tempo -e proprio per questo- tutta la prateria sia aperta, tutto l’orizzonte sia aperto.

Antonio Moresco
Trovate l’articolo completo su: http://www.ilprimoamore.com/testo_1929.html

L’editoria a pagamento e la “viscerale necessità”

Written by zero91 on . Posted in Editoria a pagamento, News

“La questione dell’editoria a pagamento è assai dibattuta. [...] L’opinione maggiormente diffusa fra gli addetti ai lavori è che l’editoria a pagamento sia un fenomeno da condannare. Le motivazioni di tale condanna sono molte e sono valide. [...] Ora, però, la faccenda va guardata anche da altri punti di vista. Primo, se i grandi editori dessero maggiore attenzione ai giovani e inediti talenti delle nostre Lettere Belle, infatti, i giovani e inediti talenti non dovrebbero ricorrere al Print On Demand. Secondo, quando una grande e stimata casa editrice crea un caso editoriale – a tavolino – da un milione di copie, lo fa attribuire al primo giovincello belloccio figlio di Qualcuno, gli fa avere lo Strega, ne fa trarre un film che viene presentato a Venezia (o al Maurizio Costanzo Show), eccetera, allora risulta chiaro che lo schifo non si nasconde solo negli uffici degli editori a pagamento, bensì in tutto il macro-sistema della ex Industria Culturale Italiana, ora nota come Industria dell’Entertainment. Terzo e (per ora) ultimo punto, va ricordato che molti importanti autori della storia letteraria mondiale hanno esordito pubblicando a proprie spese – vedi, per citare il primo che viene alla mente, Alberto Moravia, il quale sponsorizzò di tasca sua la pubblicazione de “Gli Indifferenti”. Sugli editori a pagamento non c’è da scommettere, questo è certo. [...] Ma la necessità viscerale che un autore ha di esprimere se stesso pubblicamente, a ben guardare, non può essere condannata. E, quantomeno, gli editori summenzionati soddisfano tale necessità.”

Questo è uno stralcio dell’articolo di Giovanni Schiavone su Nuova Società del 30 agosto 2010.

Riassumendo:

1. l’editoria a pagamento esiste perché i grandi editori non danno  abbastanza attenzione ai giovani talenti;

2. nell’editoria a pagamento non c’ è “lo schifo”, ma anche in tutto il “macro-sistema della ex Industria Culturale Italiana” (vedi successi costruiti a tavolino di raccomandati);

3. l’editoria a pagamento è sempre esistita e ci sono illustri casi di autori che hanno pagato la pubblicazione del proprio esordio (argomentazione Moravia);

4. l’editoria a pagamento soddisfa la “viscerale necessità di un autore di esprimere se stesso”.

Che ci sia un po’ di confusione?

Commenti recenti

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Massimo

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Ho avuto una pessima esperienza pubblicando il mio primo libro con contributo. Non un solo aspetto ha funzionato.
1 – Nonostante abbia visionato e rivisionato le bozze sino alla nausea, e nonostante le mie correzioni segnalate alla casa editrice, il libro è stato pubblicato pieno di errori, come non l’avessi nemmeno corretto.
2 – Pensate che sulla copertina la casa editrice ha scritto “romanzo”, quando invece si trattava di una raccolta di racconti.
3 – Nemmeno una copia del libro è finita in libreria.
4 – Nemmeno una presentazione è stata organizzata dalla casa editrice, le ho organizzate io, e non solo la casa editrice non mi ha aiutato, ma mi ha persino ostacolato non rifornendo la libreria delle copie richieste.
5 – Dopo pochi mesi l’editore mi telefona dicendomi che la prima edizione è esaurita, che per contratto doveva essere di 500 copie.
Dopo un paio di giorni mi arriva il resoconto delle copie vendute per determinare il compenso: 62 copie vendute. Le cose sono due: o sono stato imbrogliato all’inizio e non sono state stampate le 500 copie pattuite, o sono stato imbrogliato sulle vendite.
6 – La casa editrice non solo non ha fatto niente per cercare di vendere qualche copia del libro, ma ne ha persino ostacolato la pubblicità e la circolazione, in pratica sembrava facessero di tutto per non venderlo.
7 – Il bello è che dopo tutto questo, mi mandano ancora le newsletter proponendomi di fare pubblicità al mio libro via radio, per la modica cifra di 500 euro, naturalmente a mio carico. Ok che sono stato un deficiente a pagare per la pubblicazione, ma non pensavo mi considerassero proprio un idiota.
Conclusione: se devo pubblicare ancora, mi faccio il libro io, piuttosto di pagare me lo scrivo a macchina, ritaglio le pagine e le rilego con un paio di graffette. Il risultato non sarà sicuramente peggiore di quello che ho ottenuto con quella casa editrice.

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mutui

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bello..

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prestiti pensionati

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Articolo di notevole importanza, ben fatto, è utilissimo leggerlo, grazie

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Delle

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La qualità di un romanzo conta eccome. Se è vero che gli editori, anche grandi, pubblicano molte boiate, dall’altro lato è vero che un libro veramente buono un editore lo trova sempre.

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dario

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Ciao anche a me ha contattato la stessa casa editrice,mi ha anche mandato a casa il contratto.che io ovviamente non ho firmato,e non so se lo farò, penso che a pagamento si pubblica qualsiasi cosa,ora sto cercando un’altra casa editrice che magari legga veramente il libro,voglia pubblicarlo,e poi parlare di compensi,sicuramente difficile da trovare.