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	<title>Commenti a: Editoria a Pagamento</title>
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	<description>Piccola casa editrice, grandi casi editoriali</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Jan 2012 08:37:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-1668</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:37:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ho avuto una pessima esperienza pubblicando il mio primo libro con contributo. Non un solo aspetto ha funzionato.
1 - Nonostante abbia visionato e rivisionato le bozze sino alla nausea, e nonostante le mie correzioni segnalate alla casa editrice, il libro è stato pubblicato pieno di errori, come non l&#039;avessi nemmeno corretto.
2 - Pensate che sulla copertina la casa editrice ha scritto &quot;romanzo&quot;, quando invece si trattava di una raccolta di racconti.
3 - Nemmeno una copia del libro è finita in libreria.
4 - Nemmeno una presentazione è stata organizzata dalla casa editrice, le ho organizzate io, e non solo la casa editrice non mi ha aiutato, ma mi ha persino ostacolato non rifornendo la libreria delle copie richieste.
5 - Dopo pochi mesi l&#039;editore mi telefona dicendomi che la prima edizione è esaurita, che per contratto doveva essere di 500 copie.
Dopo un paio di giorni mi arriva il resoconto delle copie vendute per determinare il compenso: 62 copie vendute. Le cose sono due: o sono stato imbrogliato all&#039;inizio e non sono state stampate le 500 copie pattuite, o sono stato imbrogliato sulle vendite.
6 - La casa editrice non solo non ha fatto niente per cercare di vendere qualche copia del libro, ma ne ha persino ostacolato la pubblicità e la circolazione, in pratica sembrava facessero di tutto per non venderlo.
7 - Il bello è che dopo tutto questo, mi mandano ancora le newsletter proponendomi di fare pubblicità al mio libro via radio, per la modica cifra di 500 euro, naturalmente a mio carico. Ok che sono stato un deficiente a pagare per la pubblicazione, ma non pensavo mi considerassero proprio un idiota.
Conclusione: se devo pubblicare ancora, mi faccio il libro io, piuttosto di pagare me lo scrivo a macchina, ritaglio le pagine e le rilego con un paio di graffette. Il risultato non sarà sicuramente peggiore di quello che ho ottenuto con quella casa editrice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto una pessima esperienza pubblicando il mio primo libro con contributo. Non un solo aspetto ha funzionato.<br />
1 &#8211; Nonostante abbia visionato e rivisionato le bozze sino alla nausea, e nonostante le mie correzioni segnalate alla casa editrice, il libro è stato pubblicato pieno di errori, come non l&#8217;avessi nemmeno corretto.<br />
2 &#8211; Pensate che sulla copertina la casa editrice ha scritto &#8220;romanzo&#8221;, quando invece si trattava di una raccolta di racconti.<br />
3 &#8211; Nemmeno una copia del libro è finita in libreria.<br />
4 &#8211; Nemmeno una presentazione è stata organizzata dalla casa editrice, le ho organizzate io, e non solo la casa editrice non mi ha aiutato, ma mi ha persino ostacolato non rifornendo la libreria delle copie richieste.<br />
5 &#8211; Dopo pochi mesi l&#8217;editore mi telefona dicendomi che la prima edizione è esaurita, che per contratto doveva essere di 500 copie.<br />
Dopo un paio di giorni mi arriva il resoconto delle copie vendute per determinare il compenso: 62 copie vendute. Le cose sono due: o sono stato imbrogliato all&#8217;inizio e non sono state stampate le 500 copie pattuite, o sono stato imbrogliato sulle vendite.<br />
6 &#8211; La casa editrice non solo non ha fatto niente per cercare di vendere qualche copia del libro, ma ne ha persino ostacolato la pubblicità e la circolazione, in pratica sembrava facessero di tutto per non venderlo.<br />
7 &#8211; Il bello è che dopo tutto questo, mi mandano ancora le newsletter proponendomi di fare pubblicità al mio libro via radio, per la modica cifra di 500 euro, naturalmente a mio carico. Ok che sono stato un deficiente a pagare per la pubblicazione, ma non pensavo mi considerassero proprio un idiota.<br />
Conclusione: se devo pubblicare ancora, mi faccio il libro io, piuttosto di pagare me lo scrivo a macchina, ritaglio le pagine e le rilego con un paio di graffette. Il risultato non sarà sicuramente peggiore di quello che ho ottenuto con quella casa editrice.</p>
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	<item>
		<title>Di: Delle</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-1649</link>
		<dc:creator>Delle</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 23:57:34 +0000</pubDate>
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		<description>La qualità di un romanzo conta eccome. Se è vero che gli editori, anche grandi, pubblicano molte boiate, dall&#039;altro lato è vero che un libro veramente buono un editore lo trova sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La qualità di un romanzo conta eccome. Se è vero che gli editori, anche grandi, pubblicano molte boiate, dall&#8217;altro lato è vero che un libro veramente buono un editore lo trova sempre.</p>
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	<item>
		<title>Di: francocordiale</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-1632</link>
		<dc:creator>francocordiale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 21:37:52 +0000</pubDate>
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		<description>Temo, ahimé, che la qualità di un romanzo conti come ZERO. Ho provato ad arrivare finalista a premi letterari e a ricevere commenti favorevoli da persone qualificate (perfino un noto regista)...ma se non sganci un bel 5 o 6 mila euro, nessuno si azzarderà mai a prenderti in considerazione!
E sia chiaro: non avresti comunque alcuna garanzia, a meno che non entrassi nel circo Barnum dei ruffiani televisivi, usando &quot;armi&quot; non esattamente...letterarie. O preferiresti ammazzare qualcuno, lanciare estintori contro i carabinieri (er pelliccia), tirare statuine a Berlusconi o pizzicotti a RosY Bindi...In Italia é questa la via della fama. Non a caso i libri della &quot;assassina di Perugia&quot; (o ex tale)...vanno a ruba!
Se non diventi un assassino, o almeno  almeno un ciarlatano, non creerai mai il tuo &quot;PERSONAGGIO&quot;! Ed esser pubblicati, in Italia,  dipende soprattutto da questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temo, ahimé, che la qualità di un romanzo conti come ZERO. Ho provato ad arrivare finalista a premi letterari e a ricevere commenti favorevoli da persone qualificate (perfino un noto regista)&#8230;ma se non sganci un bel 5 o 6 mila euro, nessuno si azzarderà mai a prenderti in considerazione!<br />
E sia chiaro: non avresti comunque alcuna garanzia, a meno che non entrassi nel circo Barnum dei ruffiani televisivi, usando &#8220;armi&#8221; non esattamente&#8230;letterarie. O preferiresti ammazzare qualcuno, lanciare estintori contro i carabinieri (er pelliccia), tirare statuine a Berlusconi o pizzicotti a RosY Bindi&#8230;In Italia é questa la via della fama. Non a caso i libri della &#8220;assassina di Perugia&#8221; (o ex tale)&#8230;vanno a ruba!<br />
Se non diventi un assassino, o almeno  almeno un ciarlatano, non creerai mai il tuo &#8220;PERSONAGGIO&#8221;! Ed esser pubblicati, in Italia,  dipende soprattutto da questo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ruggero gigli</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-1405</link>
		<dc:creator>ruggero gigli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:20:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?page_id=199#comment-1405</guid>
		<description>scattare dal mondo dei conoscenti, che ti dicono che hai scritto un bel romanzo, a quello dell’editoria che ti legga e ti apprezzi, è un passo difficilissimo, per chi è fuori dell’ambiente. Allora paghi lo pseudo-editore, ti dai da fare per quello che puoi, poi rimani con qualche pacco di libri da regalare agli amici, magari con una offerta libera da dare in beneficcenza. Se sei costante ci riprovi una, due volte… poi rinunci e metti i tuoi libri nel cassetto…per i nipoti (speriamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scattare dal mondo dei conoscenti, che ti dicono che hai scritto un bel romanzo, a quello dell’editoria che ti legga e ti apprezzi, è un passo difficilissimo, per chi è fuori dell’ambiente. Allora paghi lo pseudo-editore, ti dai da fare per quello che puoi, poi rimani con qualche pacco di libri da regalare agli amici, magari con una offerta libera da dare in beneficcenza. Se sei costante ci riprovi una, due volte… poi rinunci e metti i tuoi libri nel cassetto…per i nipoti (speriamo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ruggero Gigli</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-1404</link>
		<dc:creator>Ruggero Gigli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:19:00 +0000</pubDate>
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		<description>scattare dal mondo dei conoscenti, che ti dicono che hai scritto un bel romanzo, a quello dell&#039;editoria che ti legga e ti apprezzi, è un passo difficilissimo, per chi è fuori dell&#039;ambiente. Allora paghi lo pseudo-editore, ti dai da fare per quello che puoi, poi rimani con qualche pacco di libri da regalare agli amici, magari con una offerta libera da dare in beneficcenza. Se sei costante ci riprovi una, due volte... poi rinunci e metti i tuoi libri nel cassetto...per i nipoti (speriamo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scattare dal mondo dei conoscenti, che ti dicono che hai scritto un bel romanzo, a quello dell&#8217;editoria che ti legga e ti apprezzi, è un passo difficilissimo, per chi è fuori dell&#8217;ambiente. Allora paghi lo pseudo-editore, ti dai da fare per quello che puoi, poi rimani con qualche pacco di libri da regalare agli amici, magari con una offerta libera da dare in beneficcenza. Se sei costante ci riprovi una, due volte&#8230; poi rinunci e metti i tuoi libri nel cassetto&#8230;per i nipoti (speriamo).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico guggeri</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-566</link>
		<dc:creator>enrico guggeri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 13:17:00 +0000</pubDate>
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		<description>io credo che ognuno abbia il diritto di fare ciò che vuole (all&#039;interno della liceità)per me va bene tutto: a pagamento, non a pagamento, l&#039;importante è il rispetto e la corretteza. se io ha voglia di pubblicare un mio libro e nessuno me lo pubblica ho il diritto di stamparmelo (a pagamento) e poi farci quello che voglio. ciò che non è corretto è il fatto che la gran parte delle case editrici ti solletica dicendo che il tuo manoscritto è buono il tessuto della storia è ottimo, ben scritto, si potrebbe trarre un film e via dicendo. peccato che alla fine si smerdano chiedendoti del denaro. io mi domando, se tu che sei del settore esprimi questo giudizio allora vuol dire che credi nel prodotto... MA ALLORA PERCHE&#039; CAVOLO MI CHIEDI SOLDI? non vuoi rischiare nemmeno un po? è come se io prima di aprire una salumeria chiedessi in giro alla gente di ordinarmi sulla fiducia una tonnellata di mortadella... e no! non funziona così... ripeto... ONESTA&#039; E CHIAREZZA poi tutto il resto mi va bene
saluti a tutti i dilettanti come me</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che ognuno abbia il diritto di fare ciò che vuole (all&#8217;interno della liceità)per me va bene tutto: a pagamento, non a pagamento, l&#8217;importante è il rispetto e la corretteza. se io ha voglia di pubblicare un mio libro e nessuno me lo pubblica ho il diritto di stamparmelo (a pagamento) e poi farci quello che voglio. ciò che non è corretto è il fatto che la gran parte delle case editrici ti solletica dicendo che il tuo manoscritto è buono il tessuto della storia è ottimo, ben scritto, si potrebbe trarre un film e via dicendo. peccato che alla fine si smerdano chiedendoti del denaro. io mi domando, se tu che sei del settore esprimi questo giudizio allora vuol dire che credi nel prodotto&#8230; MA ALLORA PERCHE&#8217; CAVOLO MI CHIEDI SOLDI? non vuoi rischiare nemmeno un po? è come se io prima di aprire una salumeria chiedessi in giro alla gente di ordinarmi sulla fiducia una tonnellata di mortadella&#8230; e no! non funziona così&#8230; ripeto&#8230; ONESTA&#8217; E CHIAREZZA poi tutto il resto mi va bene<br />
saluti a tutti i dilettanti come me</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-339</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 08:02:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?page_id=199#comment-339</guid>
		<description>Giusto per farvi capire a cosa mi riferivo nell&#039;ultima parte del mio post:
&lt;i&gt;Vorrei capire cosa comporterebbe pubblicare una raccolta di racconti che 
inizialmente, senza pretesa, avevo pubblicato nel mio blog, aperto qualche anno
&lt;b&gt;fà&lt;/b&gt;, per esprimere delle cose che mi rodevano dentro.
&lt;b&gt;La voglia più grande che ho sempre sognato&lt;/b&gt; &lt;/i&gt;(?)&lt;i&gt; ma solo 
sognato però, sarebbe quella di scrivere un racconto sulla vita del mio papà, 
purtroppo morto una decina di anni &lt;b&gt;fà&lt;/b&gt;.
L’idea di pubblicare gli articoli del blog in raccolta&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; me la 
diede un amico, ma sembrava una presa in giro.
E’ da un &lt;b&gt;pò&lt;/b&gt; che mi frulla per la testa l’idea di fare pratica in 
materia; poi se non se ne farà niente non importa; avrò sempre imparato qualcosa 
di nuovo.
&lt;b&gt;Se potreste&lt;/b&gt; insegnarmi come fare e se sopratutto si può fare.&lt;/i&gt;
6 errori (di cui 4 assolutamente TERRIBILI!) e svariate imperfezioni di forma 
in 4 brevissime frasi! E questo non è nemmeno l&#039;esempio più significativo. Provo 
già una gran pena per quei poveri editori a cui questo &lt;b&gt;ASPIRANTE &quot;SCRITTORE&quot;&lt;/b&gt;&#160; 
deciderà di inviare il suo capolavoro.
&lt;i&gt;[fonte: 
http://www.writersdream.org/blog/2010/09/i-10-motivi-per-non-pubblicare-a-pagamento/comment-page-1/#comment-11028]&lt;/i&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per farvi capire a cosa mi riferivo nell&#8217;ultima parte del mio post:<br />
<i>Vorrei capire cosa comporterebbe pubblicare una raccolta di racconti che<br />
inizialmente, senza pretesa, avevo pubblicato nel mio blog, aperto qualche anno<br />
<b>fà</b>, per esprimere delle cose che mi rodevano dentro.<br />
<b>La voglia più grande che ho sempre sognato</b> </i>(?)<i> ma solo<br />
sognato però, sarebbe quella di scrivere un racconto sulla vita del mio papà,<br />
purtroppo morto una decina di anni <b>fà</b>.<br />
L’idea di pubblicare gli articoli del blog in raccolta<b>,</b> me la<br />
diede un amico, ma sembrava una presa in giro.<br />
E’ da un <b>pò</b> che mi frulla per la testa l’idea di fare pratica in<br />
materia; poi se non se ne farà niente non importa; avrò sempre imparato qualcosa<br />
di nuovo.<br />
<b>Se potreste</b> insegnarmi come fare e se sopratutto si può fare.</i><br />
6 errori (di cui 4 assolutamente TERRIBILI!) e svariate imperfezioni di forma<br />
in 4 brevissime frasi! E questo non è nemmeno l&#8217;esempio più significativo. Provo<br />
già una gran pena per quei poveri editori a cui questo <b>ASPIRANTE &quot;SCRITTORE&quot;</b>&nbsp;<br />
deciderà di inviare il suo capolavoro.<br />
<i>[fonte:<br />
<a href="http://www.writersdream.org/blog/2010/09/i-10-motivi-per-non-pubblicare-a-pagamento/comment-page-1/#comment-11028" rel="nofollow">http://www.writersdream.org/blog/2010/09/i-10-motivi-per-non-pubblicare-a-pagamento/comment-page-1/#comment-11028</a></i></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-338</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 19:49:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?page_id=199#comment-338</guid>
		<description>&lt;i&gt;Lancio un idea: per i piccoli editori, inserire nella copertina del libro 
il piccolo logo-simbolo NO-EAP. Si può fare?&lt;/i&gt;
No, non si può. A meno che non venga imposto dalle autorità competenti. In 
caso contrario risulterebbe come una &quot;loggia&quot; non propriamente legale, quindi 
una sorta di mafia organizzata, dannosa per gli editori che non ne vogliono far 
parte, dato che NON SONO OBBLIGATI a farlo. Anche perché rasenta il ridicolo, 
dato che per poter fare una cosa del genere bisognerebbe attuare un metodo di 
controllo capillare che certifichi determinati requisiti. Finché non sarà così, 
qualunque editore potrebbe applicare il marchio sui propri libri, anche gli EAP. 
Già, perché nessuno potrebbe contestarne l&#039;uso &quot;improprio&quot; (chi stabilisce 
quando è improprio e perché?), perché è un marchio non riconosciuto e quindi 
senza significato e senza valore. E questo di conseguenza alienerebbe qualunque 
diritto di contestazione, da una parte e dall&#039;altra.
Cambiando discorso, ho la sensazione che Marco64 sia un editore a pagamento 
(e credo di aver capito anche quale), al quale vorrei contestare questa frase in 
particolare:
&lt;i&gt;E se gli ENAP non ne vendono almeno 2000 di copie (ma son poche…) non ci 
guadagnano nulla&lt;/i&gt;
Dipende dal livello di avidità, caro Marco64. Non dimenticare che molti 
editori fanno questo mestiere per pura passione; sono quelli che la passione per 
i libri non sanno nemmeno cosa sia (e forse non sanno nemmeno cos&#039;è un libro e 
come si legge...) che pensano che GUADAGNO debba per forza significare 
RICCHEZZA, ma sono destinati ad accorgersi molto presto che questo settore non 
consente la realizzazione dei loro sogni dorati.
Per tua informazione, c&#039;è chi riesce a campare anche con valori di vendita 
che hanno uno zero in meno di quello che hai calcolato tu, che poi è il dato 
medio ufficiale di vendita dei libri italiani. Magari lavorando il triplo di una 
persona normale, ma ritenendosi fortunato di poter fare un lavoro che piace e, 
per giunta, riuscire a camparci. Certo, anziché andare in giro con il BMW 
bisogna accontentarsi di una scassatissima KA, per esempio, ma va bene lo stesso 
(finché il motore regge...!).
Se invece FARE L&#039;EDITORE per qualcuno significa avere il macchinone, i 
vestiti firmati, mare o montagna tutti i week-end, un paio di mesi di ferie 
all&#039;anno, rolex al polso e altre boiate simili... be&#039;, allora hai ragione quando 
dici che 2000 copie sono poche, e in questo caso la richiesta di contributo è 
motivata, anche se magari non è apprezzata. 
E siccome ne ho una per tutti, come è giusto che sia, adesso mi rivolgo a 
certi &quot;scrittori&quot; o aspiranti tali:
con che coraggio intervenite su forum e blog per condannare la categoria 
degli editori (EAP o ENAP poco importa), cioè quelli che dovrebbero pubblicarvi, 
presentandovi come scrittori o aspiranti tali e riempiendo di terribili errori 
di grammatica DI BASE le quattro righe che scrivete? O, quando va bene, 
pubblicate la vostra opinione e non vi rendete conto che entra in conflitto con 
quanto avete sostenuto due interventi prima, oppure che entra in conflitto con 
quella che dovrebbe essere la comune ideologia che lega gli utenti di quel 
determinato forum o blog. E la cosa grave è che non ve ne rendete nemmeno conto.
Ci vorrebbe un bel forum che raccolga tutte le idiozie, i controsensi, gli 
errori catastrofici commessi da sedicenti &quot;professionisti&quot; (o aspiranti tali) di 
qualunque tipo, presenti nel Web. Qualcosa che possa contrastare non tanto 
l&#039;ignoranza (in Italia ne siamo ricchi e lo siamo sempre stati), quanto il 
dilagare dell&#039;arroganza e della presunzione di certi incompetenti. E più sono 
incompetenti, più pretendono di insegnare. 
Per fare i medici prima bisogna studiare medicina e acquisire le dovute 
competenze, con estremo impegno e fatica; non di meno, per pretendere di fare 
gli scrittori, e soprattutto per poter essere considerati tali, bisognerebbe se 
non altro conoscere ALMENO le regole grammaticali di base (e la coniugazione dei 
verbi). O pensate che non sia fondamentale? Non me ne stupirei, visto cosa si 
legge in giro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>Lancio un idea: per i piccoli editori, inserire nella copertina del libro<br />
il piccolo logo-simbolo NO-EAP. Si può fare?</i><br />
No, non si può. A meno che non venga imposto dalle autorità competenti. In<br />
caso contrario risulterebbe come una &quot;loggia&quot; non propriamente legale, quindi<br />
una sorta di mafia organizzata, dannosa per gli editori che non ne vogliono far<br />
parte, dato che NON SONO OBBLIGATI a farlo. Anche perché rasenta il ridicolo,<br />
dato che per poter fare una cosa del genere bisognerebbe attuare un metodo di<br />
controllo capillare che certifichi determinati requisiti. Finché non sarà così,<br />
qualunque editore potrebbe applicare il marchio sui propri libri, anche gli EAP.<br />
Già, perché nessuno potrebbe contestarne l&#8217;uso &quot;improprio&quot; (chi stabilisce<br />
quando è improprio e perché?), perché è un marchio non riconosciuto e quindi<br />
senza significato e senza valore. E questo di conseguenza alienerebbe qualunque<br />
diritto di contestazione, da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Cambiando discorso, ho la sensazione che Marco64 sia un editore a pagamento<br />
(e credo di aver capito anche quale), al quale vorrei contestare questa frase in<br />
particolare:<br />
<i>E se gli ENAP non ne vendono almeno 2000 di copie (ma son poche…) non ci<br />
guadagnano nulla</i><br />
Dipende dal livello di avidità, caro Marco64. Non dimenticare che molti<br />
editori fanno questo mestiere per pura passione; sono quelli che la passione per<br />
i libri non sanno nemmeno cosa sia (e forse non sanno nemmeno cos&#8217;è un libro e<br />
come si legge&#8230;) che pensano che GUADAGNO debba per forza significare<br />
RICCHEZZA, ma sono destinati ad accorgersi molto presto che questo settore non<br />
consente la realizzazione dei loro sogni dorati.<br />
Per tua informazione, c&#8217;è chi riesce a campare anche con valori di vendita<br />
che hanno uno zero in meno di quello che hai calcolato tu, che poi è il dato<br />
medio ufficiale di vendita dei libri italiani. Magari lavorando il triplo di una<br />
persona normale, ma ritenendosi fortunato di poter fare un lavoro che piace e,<br />
per giunta, riuscire a camparci. Certo, anziché andare in giro con il BMW<br />
bisogna accontentarsi di una scassatissima KA, per esempio, ma va bene lo stesso<br />
(finché il motore regge&#8230;!).<br />
Se invece FARE L&#8217;EDITORE per qualcuno significa avere il macchinone, i<br />
vestiti firmati, mare o montagna tutti i week-end, un paio di mesi di ferie<br />
all&#8217;anno, rolex al polso e altre boiate simili&#8230; be&#8217;, allora hai ragione quando<br />
dici che 2000 copie sono poche, e in questo caso la richiesta di contributo è<br />
motivata, anche se magari non è apprezzata.<br />
E siccome ne ho una per tutti, come è giusto che sia, adesso mi rivolgo a<br />
certi &quot;scrittori&quot; o aspiranti tali:<br />
con che coraggio intervenite su forum e blog per condannare la categoria<br />
degli editori (EAP o ENAP poco importa), cioè quelli che dovrebbero pubblicarvi,<br />
presentandovi come scrittori o aspiranti tali e riempiendo di terribili errori<br />
di grammatica DI BASE le quattro righe che scrivete? O, quando va bene,<br />
pubblicate la vostra opinione e non vi rendete conto che entra in conflitto con<br />
quanto avete sostenuto due interventi prima, oppure che entra in conflitto con<br />
quella che dovrebbe essere la comune ideologia che lega gli utenti di quel<br />
determinato forum o blog. E la cosa grave è che non ve ne rendete nemmeno conto.<br />
Ci vorrebbe un bel forum che raccolga tutte le idiozie, i controsensi, gli<br />
errori catastrofici commessi da sedicenti &quot;professionisti&quot; (o aspiranti tali) di<br />
qualunque tipo, presenti nel Web. Qualcosa che possa contrastare non tanto<br />
l&#8217;ignoranza (in Italia ne siamo ricchi e lo siamo sempre stati), quanto il<br />
dilagare dell&#8217;arroganza e della presunzione di certi incompetenti. E più sono<br />
incompetenti, più pretendono di insegnare.<br />
Per fare i medici prima bisogna studiare medicina e acquisire le dovute<br />
competenze, con estremo impegno e fatica; non di meno, per pretendere di fare<br />
gli scrittori, e soprattutto per poter essere considerati tali, bisognerebbe se<br />
non altro conoscere ALMENO le regole grammaticali di base (e la coniugazione dei<br />
verbi). O pensate che non sia fondamentale? Non me ne stupirei, visto cosa si<br />
legge in giro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Liliana Angeleri</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-337</link>
		<dc:creator>Liliana Angeleri</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 14:00:54 +0000</pubDate>
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		<description>A differenza di Enrico Guggeri le copie che dovrei acquistare sono a prezzo di copertina.
Perciò?
Vi ringrazio per lo spazio che date agli scrittori &quot;emergenti&quot;
Liliana Angeleri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A differenza di Enrico Guggeri le copie che dovrei acquistare sono a prezzo di copertina.<br />
Perciò?<br />
Vi ringrazio per lo spazio che date agli scrittori &#8220;emergenti&#8221;<br />
Liliana Angeleri</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Elena Romanello</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/editoria-a-pagamento/comment-page-1/#comment-336</link>
		<dc:creator>Elena Romanello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 16:24:06 +0000</pubDate>
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		<description>Alla larga dagli editori a pagamento!
Piuttosto utilizziamo Lulu o Il mio libro, se proprio si vuole avere il proprio nome sul proprio mucchio di stronzate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla larga dagli editori a pagamento!<br />
Piuttosto utilizziamo Lulu o Il mio libro, se proprio si vuole avere il proprio nome sul proprio mucchio di stronzate&#8230;</p>
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