A maggio è uscito il libro dello sceneggiatore Stefano Ceccarelli dal titolo Camilla Portafortuna. Ecco a voi il booktrailer.
Il sito del libro: www.zero91.com
Il 24 giugno uscirà in tutte le librerie Manuale del perfetto venditore di droga, romanzo con business plan. Alessandro Esposito, l’autore, racconta quello che succede nella periferia più famosa e dimenticata di Napoli, Scampia. Un luogo dove droga, soldi, camorra, sesso e rapine sono realtà con le quali bisogna imparare a convivere sin da giovani. Un luogo dove la Legge viene scritta con le armi e firmata con il sangue.
Il sito del libro: www.manualedelperfettovenditoredidroga.com
A Torino durante il Salone del Libro si è svolta una tavola rotonda riguardante l’editoria a pagamento (EAP) organizzata dalla casa eidtrice Zero91. è stata una buona occasione per parlare della questione confrontando punti di vista ed esperianze differenti, spesso del tutto contrapposte, nel tentativo di comprendere meglio le dinamiche che stanno alla base della scelta, discutibile, di pubblicare a pagamento o senza chiedere alcun contributo. Hanno partecipato Costantino Margiotta (Zero91) in qualità di moderatore, Linda Rando (Writer’s Dream), Andrea Malabaila (Las Vegas edizioni) e Giorgia Grasso (Gruppo Albatros – Il Filo). Per vedere i cinque video continua a leggere l’articolo. Chi volesse invece leggere il manoscritto inviato da Linda Rando puo scaricarlo in PDF direttamente da qui.
I° Workshop di scrittura per intrattenimento televisivo
dal 17 maggio al 21 giugno – dalle 18:00 alle 21:00
Viale Molise, 51 – Milano
7 incontri – 21 ore di lezione
Un successo televisivo, un programma di qualità, uno show che resiste al mutare dei palinsesti
hanno un solo timone sull’onda anomala dell’etere: UN’IDEA!
Ma UN’IDEA da sola non garantisce quel successo, non assicura la qualità, non protegge dall’usura.
UN’IDEA bisogna saperla raccontare, strutturare, serializzare e modulare.
La zero|91 propone un laboratorio di scrittura creativa per condividere gli strumenti
di un approccio professionale all’ideazione di un programma di intrattenimento televisivo.

Lenora Crichlow
Material Girl – Da lunedì 12 aprile 2010, alle ore 21.00
Ambientato nel mondo della moda, la serie tv Material Girl è ispirata al libro Fashion Babylon edito dalla casa editrice Zero91. Si tratta di una commedia romantica che vede come protagonista una giovane designer di moda, Ali Redcliffe (Lenora Crichlow), alle prese con un mondo affascinante, ma estremamente duro. Ali, infatti, si trova a battagliare con un ex capo particolarmente insidioso, con un partner di lavoro geniale, ma temibile e con alcuni cultori del fashion, decisamente snob. In mezzo a tutto questo, la giovane designer, spinta dalla passione e decisa ad affermare il suo talento, riuscirà, nonostante tante difficoltà, a destreggiarsi in questo ambiente.

Umberto Eco
da Repubblica — 27 febbraio 2008, pagina 46, sezione: CULTURA
Umberto Eco, quarant’ anni fa, li chiamava “autori della quarta dimensione”. Casalinghe inquiete e colonnelli in pensione, ragionieri in cerca di riscatto o mariti insoddisfatti, il bancario che ci ritira l’ assegno o la vicina di pianerottolo. Talvolta anche giovani acculturati e sussiegosi, afflitti dal complesso dell’ outsider. Una comunità che vive parallela a quella riconosciuta, con le sue regole, le sue riviste, i suoi dizionari critico-biografici: alieni di un altro pianeta. Provvisti di doppio cognome o di ambizioni frustrate, incarnano il genio poetico nazionale: la nobile aspirazione alla scrittura che talvolta travalica e schiaccia la meno fulgida abitudine alla lettura. Disposti a tutto pur di pubblicare: anche chiedere un prestito o sacrificare le vacanze, per un libro destinato a rimanere invisibile, “la quarta dimensione” appunto. Se in quasi mezzo secolo tutto è cambiato – la società letteraria spazzata via dal mercato editoriale, la critica seppellita dalla promozione, Internet che apre nuovi spazi e imprevedibili orizzonti, i consumi culturali rivoluzionati dall’ elettronica – il sotterraneo talento patrio resiste inalterabile, alimentando oggi come allora il business delle case editrice a pagamento. L’ industria del genio italico, per dirla con Eco. L’ ossatura del costume letterario nazionale. L’ identikit dell’ aspirante scrittore può aver subito in questi decenni leggeri slittamenti. Meno blasonato (cade il doppio cognome), più ricco di medaglie pubbliche (l’ assessore è una tipologia assai presente), più frequentemente di genere maschile, talvolta dotato di studio professionale avviato. La titolazione, no, quella è rimasta pressoché identica, specie nel genere lirico: a Mesti Palpiti e Cuore dolente citati da Eco fanno da pendant Il canto ammaliante della vita e Scampoli di gioia pescati in alcuni dei siti contemporanei. Ma soprattutto immutata nel tempo si presenta quella che viene definita «la strategia acchiappapolli», tecnica felicemente sperimentata da questa schiera di pseudoeditori.
Questo post è preso dal blog Cabaret Bisanzio.
[Silvia Ognibene è una giornalista. Ha svolto un’inchiesta sull’editoria a pagamento. Racconterà alcune sue esperienze su queste pagine. L’inchiesta sarà pubblicata su un libro che l’editore Terre di Mezzo manderà in libreria il 26 ottobre. a.pa.].
Ho scritto un libro bellissimo. Quindi Libroitaliano me lo pubblica.
“Come certamente sa – mi scrive l’editore – la modalità di pubblicazione di un libro di un autore non ancora noto, salvo i rari casi di scrittori fra i più celebrati, è quella di stabilire una corretta misura di partecipazione finanziaria, intesa nel più ampio contesto negoziale, fra la casa editrice e il proprio autore. Si tratta di una prassi consolidata, non solo in Italia, che permette all’editore di affrontare meglio i costi di stampa e di promozione, e all’autore di ottenere tutti i vantaggi di una serena gestione editoriale. Libroitaliano, che è considerata la più importante casa editrice nel campo della letteratura emergente, offre agli scrittori italiani una formula trasparente e la certezza di far parte di un campione selezionato che andrà sicuramente verso una positiva accoglienza di critica e di pubblico. D’altronde, raramente, le grandi concentrazioni editoriali prendono in considerazione gli autori emergenti. La nostra casa editrice, che pubblica anche importanti nomi della cultura italiana, dà ogni incoraggiamento a quanti desiderano proporsi al pubblico, senza pregiudizi ed ipocrisie. Libroitaliano è l’unica alternativa possibile per entrare nel difficile settore editoriale con autorevolezza e prestigio”.
Me lo pubblica ma devo pagare tremila euro per acquistarne duecento copie. Caruccio, forse. Certo, però, con la modica somma di euro tremila mi compro autorevolezza e prestigio, gli encomi della critica e del pubblico, e magari divento pure famosa. E poi, a quanto pare, pagare per pubblicare è una cosa normale. E, in fondo, visto che la casa editrice Libroitaliano è così generosa da incoraggiarmi, posso pure dare una mano, no? E poi basta con questa demagogia che bisogna esser pagati per il lavoro che si fa, e non pagare per lavorare! Che dite, accetto?
Finalmente, non stavamo nella pelle, oggi ci è arrivata anche la risposta che aspettavamo da tempo. Un’altra casa editrice ha letto il nostro manoscritto e ci comunicano che vogliono assolutamente pubblicarlo. Non credevamo che un lavoro svolto in un paio d’ore potesse portare a questo risultato. Un lavoro fatto a regola d’arte, che ha rischiesto la scelta di opera già pubblicata che abbiamo sottoposto a un lifting estremo (abbiamo tolto molti capitoli e dei pochi che restavano abbiamo tagliato frasi e troncato idee).
Iniziamo a leggere la lettera vediamo se hanno capito lo spirito del libro:

Gentile signor XXXXXX,
con il parere favorevole dei miei collaboratori ho letto, augurandomi di fare gradita, nel minor tempo possibile, il Suo lavoro. Se anche Lei è d’accordo su questa mia opinione concorderà con me anche nel ritenere i Suoi scritti meritevoli d’essere pubblicati e messi nel modo giusto sotto gli occhi giusti del pubblico e della critica.
Queste righe sono tratte da una lettera che ci è arrivata qualche giorno fa, ma è necessario fare un piccolo passo indietro per capirne il contesto e dunque l’importanza.
Tutto è nato da un nostro autore, Paolo De Lazzaro (questo è il suo blog), infastidito dalla cosiddetta editoria a pagamento. Paolo aveva mandato il suo libro a diverse case editrici e alcune di esse gli avevano chiesto un contributo per la stampa. Naturalmente Paolo si è rifiutato.
Noi (Zero91) eravamo a conoscenza di questo fastidioso modo di pubblicare, ma non gli avevamo dato molto peso, fino a quando… fino a quando, partecipando ad alcune fiere e parlando con molti autori che venivano a proporci i propri manoscritti, abbiamo capito che questo modo di “operare” era comune a molte case editrici o sedicenti tali, piccole, medie o grandi che fossero. Ma ancor più grave è che alcuni di questi “autori” non abbiano esitato a pagare le cifre loro richieste pur di vedere il loro manoscritto inserito tra due copertine messe insieme con un po’ di colla.



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