Finalmente, non stavamo nella pelle, oggi ci è arrivata anche la risposta che aspettavamo da tempo. Un’altra casa editrice ha letto il nostro manoscritto e ci comunicano che vogliono assolutamente pubblicarlo. Non credevamo che un lavoro svolto in un paio d’ore potesse portare a questo risultato. Un lavoro fatto a regola d’arte, che ha rischiesto la scelta di opera già pubblicata che abbiamo sottoposto a un lifting estremo (abbiamo tolto molti capitoli e dei pochi che restavano abbiamo tagliato frasi e troncato idee).
Iniziamo a leggere la lettera vediamo se hanno capito lo spirito del libro:
Gentile Autore, nonostante il ritardo con cui Le scrivo (dovuto ai numerosi testi in visione), Le faccio i più sentiti complimenti per il Suo libro che abbiamo apprezzato in relazione stile-contenuto. Ottimo il ritmo ed eccellente la gestione dei personaggi e dei dialoghi.
Abbiamo diverse collane di narrativa che potrebbero ospitare con gioia il Suo lavoro.
Come Lei certamente saprà, Pilgrim Edizioni garantisce molto ai suoi Autori, è sempre presente e lavora in sinergia per ottenere il meglio da ogni pubblicazione. Per continuare a fare questo, chiediamo all’Autore una piccola spesa (piccola in relazione alla mole del libro) a parziale copertura delle prime spese di produzione. Tutto il resto è totalmente a nostro carico come rischio imprenditoriale.
Iniziamo subito male, niente seghe mentali riguatdo la struttura del libro (come ha fatto la Editrice Nuovi Autori) ma solo tre righe in cui ci dicono che il libro è bello. Questo già lo sappiamo, abbiamo lavorato mica abbiamo fatto taglia e cuci.
Ma andiamo avanti. Questa casa editrice ci comunica subito che dobbiamo partecipare alla stampa con un contributo “a parziale copertura delle prima spese di produzione”; mentre le altri spese saranno a carico loro. Perché loro avranno sicuramente un rischio imprenditoriale che dovranno affrontare.
Vediamo come continuano.
Pertanto, sperando di farLe cosa gradita, sottopongo alla Sua cortese attenzione quella che, al momento, è la nostra miglior offerta editoriale per “xxxxxxxxxx”
Condizioni generali per la realizzazione dell’Opera in oggetto. Offriamo quanto segue:
- Pubblicazione in brossura, formato A5, interno con stampa b/n su carta avorio, copertina a colori su cartoncino avorio (con risvolti ed illustrazione originale), grafica creata secondo gli standard Pilgrim (secondo cioè quanto richiesto dalla Carta dei Diritti del Lettore).
- Composizione e editing di ottima qualità secondo i nostri standard. Introduzioni mirate (alla Pilgrim, alla Collana, all’Opera).
- Apposizione ISBN e codice a barre con conseguenti catalogazioni internazionali e adempimenti di legge.
- Edizione 1500 copie in più tirature, come da legge in materia.
- Distribuzione affidata a professionisti radicati su tutto il territorio nazionale, isole maggiori e Canton Ticino.
- Promozioni pubblicitarie come da nostri standard (nostro sito web, siti collegati, mailing list ecc.).
- Partecipazione del libro edito alle fiere cui l’Editore partecipa (personalmente o presso lo stand del distributore) nel periodo contrattuale (tre anni).
- Possibilità di piazzare altrove i diritti da parte di Pilgrim Edizioni e di organizzare varie ed eventuali promozioni specifiche in itinere, al momento non contemplate.
- Diritto d’autore sulle vendite in libreria: 12%, rendicontato come da legge in materia.
- Sconto su successivi ed eventuali acquisti da parte dell’Autore: 15% senza diritto d’autore.
- Pubblicazione entro 4 mesi dalla firma dell’Accordo.
- Il tutto garantito da un contratto cartaceo.
La dicitura “nostra miglior offerta”, stranamente, compare quasi sempre nei preventivi che chiediamo quando abbiamo bisogno di alcuni servizi esterni. Ma loro, se non sbaglio, non sono una società di servizi ma una casa editrice o forse è il contrario?
I punti non in grassetto lasciano il tempo che trovano, ma le cose che ci stupiscono sono quelle evidenziate:
- ISBN: è obbligatorio che una casa editrice lo apponga a ogni libro, senza ISBN non si entra nelle librerie!!!
- 1500 copie in più tirature: vuol dire che la prima tiratura sarà di 200 copie o meno e nel tempo se riuasciamo a vendere il libro possiamo raggiungere le 1500 copie. Cavoli che numeri.
- Distribuzione: sì, ma fatta da chi? Hanno un nome?
- Il tutto garantito da un contratto cartaceo: Strano, perché pensavamo che una stretta di mano fosse stata sufficiente.
Ma ancora non sappiamo a quanto ammonta questo contributo, siete curiosi? Allora continuate a leggere.
Contributo richiesto all’Autore (definito in una Lettera Allegato all’Accordo di Edizione): acquisto preventivo di 95 copie al prezzo di copertina di 15 euro, in due/tre soluzioni da concordare in base ai tempi di produzione, 5 copie omaggio.
In poche parole dobbiamo dargli € 1.425 per la stampa di 95 copie del libro. Certo, non sono a buon mercato ma rispetto a Editrice Nuovi Autori risparmiamo qualcosa. Non lo sappiamo dobbiamo pensarci bene… vediamo se arriveranno altre proposte da altre case editrici. Noi crediamo (purtroppo di sì).
Dimenticavo, l’email è firmata dalla Signora Maura Tesconi.

E hanno fatto bene!
Gli ENAP (editori non a pagamento) e certi belligeranti autori li prendono in giro e loro giustamente rispondono per le rime. Faranno probabilmente anche un bell’editing del libro
E chiedono soldi per un’opera che non avrebbe mercato (ma un piccolo mercato comunque sì, quello di amici e parenti dell’autore… anche se avete scritto appositamente delle cavolate, dunque 95 copie del libro sono perfette! Hanno fatto una valutazione equa!)
Come lettore di AP (autori a pagamento, ambito ampio in cui trovo quello che voi puritani non pubblicate… ad esmepio tanta poesia ma pure saggi e romanzi) e attento visitatore di blog, siti e forum come questo, sono ben lieto di portare finalmente un punto di vista diverso dall’idealismo imperante di cui ENAP e belligeranti autori autoreferenziali s’imbevono.
Tra l’altro ravvisando in molti ENAP la voglia di farsi pubblicità sfruttando le campagne anti EAP e stilando le orma note “liste nere” dei cattivoni approfittatori.
Sgombriamo il campo da un bell’equivoco di fondo.
L’arte (letteratura e musica comprese) nel momento in cui decide di palesarsi diventa un prodotto.
E come tale fa girare soldi.
Come non ci si stupisce di pagare il parrucchiere se ci taglia i capelli, non capisco perché ci si debba stupire di pagare un editore se ci fa un libro e non siamo nessuno (condizione questa, di non essere nessuno editorialmente parlando e di non smuovere più di 50/ 100 copie comune a moltissimi, anche se non vogliono sentirselo dire).
I tempi d’oro dell’editore mecenate sono finiti da anni ormai.
Il mercato è saturo.
Leggono in pochi.
Non c’è giro.
Questo vale anche e soprattutto per gli ENAP, anche se si vantano di fare selezioni qualitative (ho letto vari libri di editori che blateravano di non chiedere contributi e spesso li ho trovati di qualità scadente e pieni di errori… ah già, ma in quel caso l’autore non può lamentarsi perché non ha pagato!)
L’autore si dovrebbe preoccupare di muovere il sedere e promuovere da solo il suo libro, che abbia pagato meno, invece di pensae (come succede nel 90% dei casi) d’avere esaudito il suo compito scrivendolo.
Gli ENAP dovrebbero dimostrare su ogni singolo titolo che pubblicano quanto effettivamente hanno venduto e si sono messi in tasca, per dire che vivono solo di editoria e non altro.
Anche se ovviamente, stante l’atteggiamento aggressivo e parziale che trovo, farò la solita battaglia contro i mulini a vento…
Sembra giusto agli ENAP prendere in giro gli autori che leggono blog come questi e sperano di essere pubblicati (perché la vanità trabocca dai loro pori) spingendoli a dire “Ah, il vero editore è quello che crede in me e investe…”. Sì sì. Come no. Da quando in qua un esordiente ha la faccia di pretendere che sia qualcun altro a dover credere in lui?
Prima l’autore dimostri di valere qualcosa e poi solo poi speri che qualcuno gli pubblichi gratis il libro.
Con 70000 titoli che escono all’anno in Italia e pochissimi lettori, sembra deontologicamente corretto agli ENAP dire che pubblicano 1500 copie di un libro che verrà messo in tutte le librerie etc etc?
Messo in libreria come?
Di costola sulle mensole o vicino alle casse?
Perché se sta di costola sulle mensole chi lo vede (e quindi chi lo compra)?
Quanta pubblicità (vera non facendo spammin sul web, parlo di giornali, webzine, radio, tv e a riptezione) viene fatta su ciascun titolo degli ENAP per sperare che i lettori si accorgano che il libro esiste vadano effettivamente a cercarlo in libreria o a ordinarlo su IBS?
Mettere 1000, 1500, 800 o quante ve ne pare copie in libreria non significa venderle!
E se gli ENAP non ne vendono almeno 2000 di copie (ma son poche…) non ci guadagnano nulla e non possono pagare chi lavora per loro.
Ora mi domando come si facciano a vendere 2000 copie degli sconosciuti (senza offesa per gli sconosciuti ovvio) che compongono i catalogi degli ENAP (eccezion fatta una tantum per qualche nome noto).
Il mercato editoriale è saturo anche per gli ENAP, mica solo per gli EAP…
E quello librario pure.
Giocare sulla vanità degli scrittori è anche questo: invitarli ad aspettare l’editore che crederà in loro (sapendo che nel 90% dei casi non arriverà), e spingendoli così a lasciare i propri lavori nel cassetto o ad andare in tipografia pur di non contattare un EAP.
Perché loro non avrebbero diritto comunque di pubblicare?
E’ il pubblico ce fa la selezione, il passaparola, non certo l’editore.
Che problema c’è?
Quale legge violano a pagare un EAP che spesso (tranne casi reali, è vero, di gente che nemmeno legge i dattiloscritti e nemmeno fa una presentazione del libro e tantomeno sa cos’è una fiera) sono sinceri e diretti nello spiegare come funzionano le cose?
Che servizio pensano di fare gli ENAP agli autori imbevendoli di puritanesimo?
E spingendoli a dire “non pagate per i vostri sogni”?
E poi vorrei vedere i veri bilanci degli ENAP…
i rendiconti effettivi delle librerie…
e quanto pagano i professionisti (editor, correttori bozze, grafici impaginatori, magazzinieri, consuleneti editoriali e voi stessi) che tengono in piedi le loro realtà.
Capire se vivono solo di editoria, insomma.
Questo continuo sparare a zero sugli EAP (tra l’altro senza distinguere chi è davvero professionale e chi no) è ridicolo e un po’ spiazzante. C’è un’aggressività che appare fuori luogo.
E dove le liste degli ENAP? Quelle dove si legge chi davvero ha mantenuto le promesse e chi invece, campando d’altro nella vita, ha pubblicato un libro senza chiedere all’autore contributi e poi non ne ha fatto di nulla in concreto?
Mi piacerebbe leggerle!
Autori, svegliatevi!
Ma non nel senso che intendono loro…
e pubblicate quello che vi pare, senza aspettare che qualche pseudo-guru-puritano vi dia il là.
Non c’è nulla di male a pagare. Non viola nessuna legge. E nemmeno nessun precetto morale.
L’editoria del 2000 è diversa da quella degli anni Cinquanta.
Avete diritto di essere pubblicati come tutti.
Sarà il pubblico poi a decidere se siete bravi o un po’ meno di bravi.
E non andate in tpografia. Avete diritto a un codice ISBN, a una correzione bozze, a un editing, a una presentazione, a una fiera etc…
Buon lavoro a tutti!
Suggerimento.
Dato che gli EAP ricevono e pubblicano comunque tanti lavori, facendo un grosso lavoro di lettura e comunque selezione, perché voi ENAP non stringete con loro accordi di segnalazione (pratica tipica nel commercio) in modo che vi mandino i testi migliori che poi voi ripubblicherete a vostre spese, dando a questi autori una chance diversa? In questo modo anche quello che di buono vi è sfuggito perché momentaneamente pubblicat da un EAP potrebbe entrar a far parte del vostro catalogo, no?
E allo stesso tempo non avrete costretto tanti autori a non poter pubblicare, dato che un EAP ha dato loro comunque una possibilità di visibilità seppur minima, no?
Conosco un paio di EAP che lo fanno. Inviano per conto dell’autore i titoli migliori a editori più grandi e non a pagamento.
Mi sembra un bel servizio no?
Che dici Costantino?
Naturalmente, mi sono accorta solo adesso (ho altro da fare – ovvio) che qualcuno si è intrufolato per estorcerci le nostre mail standard agli autori che visioniamo. Ma la cosa più meschina è stato togliere dalla mia mail il commento su come il libro ripetesse all’infinito alcuni concetti (lo credo, era stato fatto apposta!) e su quali operazioni di editing suggerissi (temo di ricordare il testo inviato, ma può darsi che mi sbagli). Peccato che ligi come siamo, non l’abbiamo più in archivio. Un’altra e certa è stata commentare negativamente ciò che doveva essere una cosa positiva. Ho l’impressione che abbiate la tendenza a proiettare i vostri difetti. Ops, perdonate la conclusione gratuita. Deformazione professionale: troppe lezioni di etica, di teosofia e di metafisica.
L’ISBN non è obbligatorio, ma indispensabile e quindi perché non rassicurare sul fatto che ci sarà?
E la “miglior offerta” è quella con la quale proponiamo di acquisire i diritti d’autore. Non vendiamo all’autore (anche se poi acquista dei libri). Quello che l’editore deve fare (secondo la legge, non è una mia opinione) è acquistare da un autore la materia prima del libro: un testo pubblicabile (non necessariamente perfetto, ma grezzo), in cambio di una percentuale sulle vendite che noi – ahimè – paghiamo regolarmente ai nostri autori. Versamenti di ritenute d’acconto alla mano.
Anche le ristampe sono una realtà alla Pilgrim, e sono indicate nei risvolti di copertina e nel colophon (cosa che la maggior parte degli editori magari non sta a fare, perché perde tempo in questo modo).
La cifra (come diceva la mail, prima del vostro editing) è dovuta alla tipologia specifica del libro, non è standard. Ed è comunque modificabile per andare incontro ad eventuali diverse esigenze dell’autore.
I nostri distributori hanno un nome e sono presenti sul nostro sito che si presume un autore che invia mail sia in grado di visitare a priori, oppure dal link contenuto nella firma della nostra mail (quella che dice essere posta riservata, con diciture sulla privacy ecc. Sapete cosa intendo?).
E’ la prima volta che rispondo ad un commento on line – e spero sia l’ultima perché preferisco parlare con le persone, vedere il loro volto, comprendere dalle loro smorfie le loro inevoluzioni, e soprattutto dare e avere modo di avallare ogni affermazione con dati legali, etici e oggettivi, come mostrare dove lavoro, come, i libri che scrivo e quelli che produco…
La mail era confidenziale, come riportavano le diciture in calce. Non ho voglia di sprecare energie per una querela: sono convinta, com’è nei canoni Pilgrim, che quest’azione avrà le conseguenze che la Pilgrim merita. E anche chi non ha di meglio da fare.
Sono lieta che qualcuno abbia risposto come sopra (Marco 64) – non ci avrei mai sperato. Sono d’accordo su tutto (”ovvio” direte voi).
Vedete, sono abituata a dire le cose in positivo per promuovere la Pilgrim. Quello che facciamo, non quello che fanno gli altri di sbagliato…
Dove sta scritto, su cotanta eccellente, elettiva, oggettiva ed etica indagine, che siamo i più piccoli editori a pubblicare ogni anno uno o due libri a proprie spese, come “veri e grandi editori”, ricercando il talento ed investendoci anche i risparmi per la vecchiaia?! Un’indagine un po’ limitata… Non la pubblicherei neanche a pagamento (!!!). Inoltre i commenti sono pieni di errori di sintassi e dattilografici (editorialmente parlando, sempre ovvio: sul web va tutto bene): evidentemente chi li ha scritti ha la consueta arroganza di non rileggere.
I miei autori sono ottime persone e i loro libri sempre validi. Perché proporre una pubblicazione (non è a pagamento ma con un patto privato che la legge consente alle parti) viene da noi condotto con garbo, etica (sapete cosa intendo – vero?), trasparenza, coerenza e totale rispetto (mi dispiace girare il dito nella piaga, ma devo ripetere ancora “sapete cosa intendo?”).
E i libri Pilgrim, li avete acquistati? letti? magari uno dei miei? eppure sono reperibili (per esempio “Il Cavalier Aghinolfo libera la Primavera” è stato scritto in poche ore, due pomeriggi per l’esattezza. Ma tratta di metafisica ed è venuto molto bene. Che sciocca pensare che non fosse una rarità).
Sono reperibili, dicevo. Non stampiamo solo quelli che l’autore acquista – ancora ovvio, per chi lavora come noi, naturalmente. Ovvio ancora. Se non l’avete fatto, come osate giudicare? E se non avete letto gli argomenti che trattiamo, nè a marchio Pilgrim né di altri editori, vi suggerisco caldamente, come una madre accorta, di farlo al più presto. Oppure, fra qualche anno sarete ancora qui a giudicare gli altri, sapendo poco o niente di voi stessi.
E questo, prima o poi, vi costringerà ad una dolorosa analisi che vi auguro di cuore di riuscire a condurre brillantemente, come quelle che vi piacciono tanto.
Un caro abbraccio a tutti coloro che mi leggeranno. Sul serio. Maura Tesconi (Pilgrim Edizioni)