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	<title>Commenti a: Editoria a Pagamento &amp; APS (Autori a Proprie Spese)</title>
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	<description>Vi facciamo vedere i libri</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 13:22:24 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-2/#comment-258</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 13:22:24 +0000</pubDate>
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		<description>Utilissimo questo post, ho appena ricevuto una mail di risposta identica in tutto e per tutto, ed essendoci punti che, non essendo io del mestiere, non capivo, devo dire che mi avete illuminato la proposta ricevuta (o forse, a questo punto, dovrei dire il tentativo di frode). Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Utilissimo questo post, ho appena ricevuto una mail di risposta identica in tutto e per tutto, ed essendoci punti che, non essendo io del mestiere, non capivo, devo dire che mi avete illuminato la proposta ricevuta (o forse, a questo punto, dovrei dire il tentativo di frode). Grazie</p>
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		<title>Di: paolo de lazzaro</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-2/#comment-198</link>
		<dc:creator>paolo de lazzaro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:17:49 +0000</pubDate>
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		<description>Cao Paola,

il tuo intervento è così garbato che quasi diventa impossibile darti torto. Eppure ci troviamo in un&#039;area di discussione che postula l&#039;uguaglianza tra editoria a pagamento e torto. Come a dire che mi sento vittima di un&#039;emozione contraddittoria.

Premesso che la distribuzione presso Feltrinelli è già qualcosa perchè è assolutamente vero che il problema non è solo quello del pagamento o meno delle spese ma anche quello della distribuzione, c&#039;è una domanda che mi resta nella testa dopo aver letto le tue parole.

Perchè se l&#039;editore credeva nel tuo romanzo non era disposto a rischiare i 2-3.000 euro che invece ti ha chiesto?

Paolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cao Paola,</p>
<p>il tuo intervento è così garbato che quasi diventa impossibile darti torto. Eppure ci troviamo in un&#8217;area di discussione che postula l&#8217;uguaglianza tra editoria a pagamento e torto. Come a dire che mi sento vittima di un&#8217;emozione contraddittoria.</p>
<p>Premesso che la distribuzione presso Feltrinelli è già qualcosa perchè è assolutamente vero che il problema non è solo quello del pagamento o meno delle spese ma anche quello della distribuzione, c&#8217;è una domanda che mi resta nella testa dopo aver letto le tue parole.</p>
<p>Perchè se l&#8217;editore credeva nel tuo romanzo non era disposto a rischiare i 2-3.000 euro che invece ti ha chiesto?</p>
<p>Paolo</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-193</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 22:38:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-193</guid>
		<description>Ciao a tutti,

ho letto con interesse tutti i vostri post.

Io ho appena pubblicato la mia prima opera narrativa &quot;Cento volte buonanotte&quot; con la Wip edizioni di Bari.

Chiarisco subito che ho finanziato integralmente il mio progetto, consapevolmente.
Prima di decidere in tal senso avevo inviato ad editori non a pagamento non ricevendo alcuna
risposta nella maggior parte dei casi e qualche no.

So perfettamente che gli editori italiani sono subissati di manoscritti, tanto è vero che 
l&#039;onnipresente Gianrico Carofiglio in una intervista su un giornale ha ammesso di aver fatto intervenire
un suo &quot;conoscente&quot; affinché il suo romanzo, che giaceva da diversi mesi nel magazzino della Sellerio,
fosse effettivamente letto: siamo a questo punto.
Faccio notare, a chi non lo sapesse, che in quel periodo Carofiglio non era propriamente un quisque de populo, era procuratore presso la DIA e si era fatto notare per l&#039;operazione Arcobaleno (lo scandalo degli aiuti per il Kosovo che non arrivavano ai destinatari e che venivano saccheggiati).
Allora, di che stiamo parlando?

Nel mio caso avevo preso in considerazioni soluzioni come la stampa on demand (vedi ilmiolibro.it),
ma c&#039;è voluto poco per capire che i servizi di un editore sono un&#039;altra cosa.

La Wip è solo casa editrice = campa del suo onesto lavoro.
Come prova di quanto affermo, vi rendo noto che il mio editore mi aveva sconsigliato di cedere alla vanity press, contro il proprio tornaconto, enumerandomi le difficoltà di emergere in un mercato, monopolizzato dai
soliti nomi.

Io, invece, credevo nella possibilità che il mio prodotto fosse piazzabile, sì ve la sparo così, senza infingimenti e falsa modestia. 
Forte delle mie innumerevoli letture (viggio su una media di 50 libri all&#039;anno) ho ritenuto che il mio libro potesse piacere, pur essendo molto lontano dall&#039;essere un capolavoro:

- Non bisogna credere che i gusti della massa siano quelli dei lettori raffinati, punto primo.
- Io conosco l&#039;italiano, punto secondo.
- Cosa più importante, ho testato la presa sul pubblico, poiché ho sottoposto il manoscritto ad un focus group eterogeneo di lettori coatti, una quarantina tra estranei, conoscenti ed amici (li ho visti ridere, mentre leggevano, questa non è educazione!).
Della serie non siamo tutti dei polletti sprovveduti, affetti da solipsimo velleitario.

Ciò che mi ha definitivamente fatto optare per una pubblicazione a mie spese è stato l&#039;infima qualità 
di numerosi titoli delle grandi case editrici. Negli ultimi anni sono uscite delle vere porcate!
Mi sono detta: non sarò Flaiano, non ho la prosa di Sciascia, ma, chiedo venia, io scrivo molto meglio
di questi imbrattaword (è una offesa che mi è stata rivollta e me la rammendo di tanto in tanto)!

Sono tornata dal mio editore e gli ho comunicato di essere intenzionata a procedere. Ho capito di essermi imbattuta nella persona giusta quando mi ha fatto il preventivo, talmente onesto che mi stavo per commuovere. Infatti, nel frattempo ero diventata una vera esperta di costi e spese, dal prezzo della carta, al compenso medio per un grafico, un correttore di bozze, un servizio di editing ecc.

In somma, ora il mio libro è nella Feltrinelli, sta vendendo ed i lettori mi contattano tramite Facebook per esprimere il loro apprezzamento. 

Pubblicare mi è costato X euro per Y copie, ricevere i complimenti dai propri lettori non ha prezzo,
per tutto il resto... Concludete voi.

Vi auguro letture interessanti!

Paola Borraccino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,</p>
<p>ho letto con interesse tutti i vostri post.</p>
<p>Io ho appena pubblicato la mia prima opera narrativa &#8220;Cento volte buonanotte&#8221; con la Wip edizioni di Bari.</p>
<p>Chiarisco subito che ho finanziato integralmente il mio progetto, consapevolmente.<br />
Prima di decidere in tal senso avevo inviato ad editori non a pagamento non ricevendo alcuna<br />
risposta nella maggior parte dei casi e qualche no.</p>
<p>So perfettamente che gli editori italiani sono subissati di manoscritti, tanto è vero che<br />
l&#8217;onnipresente Gianrico Carofiglio in una intervista su un giornale ha ammesso di aver fatto intervenire<br />
un suo &#8220;conoscente&#8221; affinché il suo romanzo, che giaceva da diversi mesi nel magazzino della Sellerio,<br />
fosse effettivamente letto: siamo a questo punto.<br />
Faccio notare, a chi non lo sapesse, che in quel periodo Carofiglio non era propriamente un quisque de populo, era procuratore presso la DIA e si era fatto notare per l&#8217;operazione Arcobaleno (lo scandalo degli aiuti per il Kosovo che non arrivavano ai destinatari e che venivano saccheggiati).<br />
Allora, di che stiamo parlando?</p>
<p>Nel mio caso avevo preso in considerazioni soluzioni come la stampa on demand (vedi ilmiolibro.it),<br />
ma c&#8217;è voluto poco per capire che i servizi di un editore sono un&#8217;altra cosa.</p>
<p>La Wip è solo casa editrice = campa del suo onesto lavoro.<br />
Come prova di quanto affermo, vi rendo noto che il mio editore mi aveva sconsigliato di cedere alla vanity press, contro il proprio tornaconto, enumerandomi le difficoltà di emergere in un mercato, monopolizzato dai<br />
soliti nomi.</p>
<p>Io, invece, credevo nella possibilità che il mio prodotto fosse piazzabile, sì ve la sparo così, senza infingimenti e falsa modestia.<br />
Forte delle mie innumerevoli letture (viggio su una media di 50 libri all&#8217;anno) ho ritenuto che il mio libro potesse piacere, pur essendo molto lontano dall&#8217;essere un capolavoro:</p>
<p>- Non bisogna credere che i gusti della massa siano quelli dei lettori raffinati, punto primo.<br />
- Io conosco l&#8217;italiano, punto secondo.<br />
- Cosa più importante, ho testato la presa sul pubblico, poiché ho sottoposto il manoscritto ad un focus group eterogeneo di lettori coatti, una quarantina tra estranei, conoscenti ed amici (li ho visti ridere, mentre leggevano, questa non è educazione!).<br />
Della serie non siamo tutti dei polletti sprovveduti, affetti da solipsimo velleitario.</p>
<p>Ciò che mi ha definitivamente fatto optare per una pubblicazione a mie spese è stato l&#8217;infima qualità<br />
di numerosi titoli delle grandi case editrici. Negli ultimi anni sono uscite delle vere porcate!<br />
Mi sono detta: non sarò Flaiano, non ho la prosa di Sciascia, ma, chiedo venia, io scrivo molto meglio<br />
di questi imbrattaword (è una offesa che mi è stata rivollta e me la rammendo di tanto in tanto)!</p>
<p>Sono tornata dal mio editore e gli ho comunicato di essere intenzionata a procedere. Ho capito di essermi imbattuta nella persona giusta quando mi ha fatto il preventivo, talmente onesto che mi stavo per commuovere. Infatti, nel frattempo ero diventata una vera esperta di costi e spese, dal prezzo della carta, al compenso medio per un grafico, un correttore di bozze, un servizio di editing ecc.</p>
<p>In somma, ora il mio libro è nella Feltrinelli, sta vendendo ed i lettori mi contattano tramite Facebook per esprimere il loro apprezzamento. </p>
<p>Pubblicare mi è costato X euro per Y copie, ricevere i complimenti dai propri lettori non ha prezzo,<br />
per tutto il resto&#8230; Concludete voi.</p>
<p>Vi auguro letture interessanti!</p>
<p>Paola Borraccino</p>
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	<item>
		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-190</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 17:12:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-190</guid>
		<description>Io credo che si tratti soprattutto di un errore di fondo da parte degli autori: in generale questa nostra generazione precaria ha perso ogni rispetto verso il proprio lavoro. Quindi mi sembra scontato che per molti pubblicare un libro (cosa oramai veramente difficile da considerare un lavoro, per i più) preveda necessariamente il pagamento dell&#039;obolo. Stando così le cose vedo difficile estirpare certuni che sopra ci marciano. 
Io dire che invece di condurre una battaglia contro queste persone, che legittimamente fanno i loro sporchi affari (non è questa l&#039;essenza del capitalismo? Vendo qualcosa perché c&#039;è qualcuno che la compra: viviamo in un mondo libero!) porterei avanti un discorso di educazione per tutte quelle persone che in Italia scrivono (e mi risparmio ogni commento sul fatto che siano troppe: non lo credo, a prescindere dalla qualità di quello che scrivono).
In primo luogo per un discorso &quot;sindacale&quot;: l&#039;autore è uno che guadagna vendendo il prodotto del lavoro di qualcun altro che per questo dev&#039;essere pagato (salariato).
In secondo luogo: visto che tutti scrivono e nessuno o quasi legge, non è forse ora di passare a forme di distrubuzione diverse? Considerando la massa di pubblicazioni, ovviamente il prezzo scende tanto da sfiorare lo zero: allora perché non metterle a disposizione gratis, almeno in forma elettronica (azzerando in pratica le spese)? Possibilmente chiarendo il tutto con una regolare licenza, tipo: http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons#In_Italia.

In fondo: la poesia la faranno tutti, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che si tratti soprattutto di un errore di fondo da parte degli autori: in generale questa nostra generazione precaria ha perso ogni rispetto verso il proprio lavoro. Quindi mi sembra scontato che per molti pubblicare un libro (cosa oramai veramente difficile da considerare un lavoro, per i più) preveda necessariamente il pagamento dell&#8217;obolo. Stando così le cose vedo difficile estirpare certuni che sopra ci marciano.<br />
Io dire che invece di condurre una battaglia contro queste persone, che legittimamente fanno i loro sporchi affari (non è questa l&#8217;essenza del capitalismo? Vendo qualcosa perché c&#8217;è qualcuno che la compra: viviamo in un mondo libero!) porterei avanti un discorso di educazione per tutte quelle persone che in Italia scrivono (e mi risparmio ogni commento sul fatto che siano troppe: non lo credo, a prescindere dalla qualità di quello che scrivono).<br />
In primo luogo per un discorso &#8220;sindacale&#8221;: l&#8217;autore è uno che guadagna vendendo il prodotto del lavoro di qualcun altro che per questo dev&#8217;essere pagato (salariato).<br />
In secondo luogo: visto che tutti scrivono e nessuno o quasi legge, non è forse ora di passare a forme di distrubuzione diverse? Considerando la massa di pubblicazioni, ovviamente il prezzo scende tanto da sfiorare lo zero: allora perché non metterle a disposizione gratis, almeno in forma elettronica (azzerando in pratica le spese)? Possibilmente chiarendo il tutto con una regolare licenza, tipo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons#In_Italia" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons#In_Italia</a>.</p>
<p>In fondo: la poesia la faranno tutti, no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Vento letterario: Fiera dell&#8217;editoria indipendente di qualità &#171; La Tela di Carlotta</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-120</link>
		<dc:creator>Vento letterario: Fiera dell&#8217;editoria indipendente di qualità &#171; La Tela di Carlotta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 20:54:46 +0000</pubDate>
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		<description>[...] hanno contribuito alla causa: Sognatori, WD, Zero91, tanti gruppi e profili su facebook che aiutano la diffusione d&#8217;informazioni contro [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] hanno contribuito alla causa: Sognatori, WD, Zero91, tanti gruppi e profili su facebook che aiutano la diffusione d&#8217;informazioni contro [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Troccoli</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-93</link>
		<dc:creator>Francesco Troccoli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:12:28 +0000</pubDate>
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		<description>Salve, segnalo anche il ns. gruppo sul tema, in FB:
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=33342981519&amp;ref=ts
un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, segnalo anche il ns. gruppo sul tema, in FB:<br />
<a href="http://www.facebook.com/home.php?#" rel="nofollow">http://www.facebook.com/home.php?#</a>!/group.php?gid=33342981519&amp;ref=ts<br />
un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valeria</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-65</link>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 18:20:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-65</guid>
		<description>ciao a tutti,
trovo questa argomentazione molto interessante Mio modesto parere, è che uno scrittore non dovrebbe pagare, o meglio, farsi derubare, per pubblicare il proprio libro. Io, sinceramente, non so se esistono editori che nonostante ciò ti affiancano nella pubblicità, e in una delle cose più importanti la distribuzione!!! 
Sono convinta che l&#039;editoria a pagamento sia abbastanza demoralizzante per l&#039;autore.

saluti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti,<br />
trovo questa argomentazione molto interessante Mio modesto parere, è che uno scrittore non dovrebbe pagare, o meglio, farsi derubare, per pubblicare il proprio libro. Io, sinceramente, non so se esistono editori che nonostante ciò ti affiancano nella pubblicità, e in una delle cose più importanti la distribuzione!!!<br />
Sono convinta che l&#8217;editoria a pagamento sia abbastanza demoralizzante per l&#8217;autore.</p>
<p>saluti!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sul Romanzo</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-64</link>
		<dc:creator>Sul Romanzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:55:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-64</guid>
		<description>Vi seguo con grande attenzione e desidero segnalare un articolo di una mia collaboratrice: 
http://sulromanzo.blogspot.com/2010/02/writers-dream-il-sogno-di-essere.html

Un saluto e grazie per il vostro impegno. 
Morgan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi seguo con grande attenzione e desidero segnalare un articolo di una mia collaboratrice:<br />
<a href="http://sulromanzo.blogspot.com/2010/02/writers-dream-il-sogno-di-essere.html" rel="nofollow">http://sulromanzo.blogspot.com/2010/02/writers-dream-il-sogno-di-essere.html</a></p>
<p>Un saluto e grazie per il vostro impegno.<br />
Morgan</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: danila comastri montanari</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-59</link>
		<dc:creator>danila comastri montanari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 18:14:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-59</guid>
		<description>Vivo di scrittura: modestamente, ma ci vivo (in Italia non si diventa ricchi facendo gli scrittori di professione) A mio parere, questo e altri blog che mettono in guardia contro l&#039;editoria a pagamento, sono assolutamente benemeriti: ho letto l&#039;articolo e concordo in toto. 
Però subito dopo ho fatto l&#039;errore di leggere anche i commenti: i più indignati sono tanto suggestivi da farmi sorgere il desiderio di abbandonare la scrittura per tentare un nuovo mestiere, indubbiamente più proficuo e meno faticoso, quello dell&#039;editore a pagamento... senza contare che avrei anche la gratitudine degli autori da me &quot;beneficati&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo di scrittura: modestamente, ma ci vivo (in Italia non si diventa ricchi facendo gli scrittori di professione) A mio parere, questo e altri blog che mettono in guardia contro l&#8217;editoria a pagamento, sono assolutamente benemeriti: ho letto l&#8217;articolo e concordo in toto.<br />
Però subito dopo ho fatto l&#8217;errore di leggere anche i commenti: i più indignati sono tanto suggestivi da farmi sorgere il desiderio di abbandonare la scrittura per tentare un nuovo mestiere, indubbiamente più proficuo e meno faticoso, quello dell&#8217;editore a pagamento&#8230; senza contare che avrei anche la gratitudine degli autori da me &#8220;beneficati&#8221;!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mangiafuoco</title>
		<link>http://www.zero91.com/blog/2010/01/20/editoria-a-pagamento-aps-autori-a-proprie-spese/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>Mangiafuoco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:51:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.zero91.com/blog/?p=126#comment-58</guid>
		<description>Ma quale editing... Ad alcuni ENAP non viene neanche in mente. Secondo me gli autori, e io lo sono, dovrebbero un pò guardarsi dentro e chiedersi: il mio prodotto, che prodotto è ? Ha valore solo per me me o può essere una grande opera di dominio pubblico ? Se si scivono poesie  o barzellette l&#039;autore non ha bisogno di nessun editing, si metta il cuore in pace su ipotetiche vendite (che tanto anche parenti e amici sono dei franchi tiratori !) e si affidi agli ENAP. Se l&#039;opera è un romanzo è tutto un altro discorso, ma se non si hanno grandi mire...e grandi soldi tanto vale l&#039;on-demand. Un mio amico mi ha detto che se si vuole azzardare...a pagamento almeno bisogna tentare di farsi fare una recensione da un personaggio conosciuto, così il suo nome, tra centinaia di volumi negli scaffali, può attirare qualcuno a sbirciare il libro. Io ho pubblicato un libro comico. Domanda: se un attore (di periferia) decide di usufruire delle mie battute io in che modo posso corrispondere i miei diritti d&#039;autore? Grazie. Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quale editing&#8230; Ad alcuni ENAP non viene neanche in mente. Secondo me gli autori, e io lo sono, dovrebbero un pò guardarsi dentro e chiedersi: il mio prodotto, che prodotto è ? Ha valore solo per me me o può essere una grande opera di dominio pubblico ? Se si scivono poesie  o barzellette l&#8217;autore non ha bisogno di nessun editing, si metta il cuore in pace su ipotetiche vendite (che tanto anche parenti e amici sono dei franchi tiratori !) e si affidi agli ENAP. Se l&#8217;opera è un romanzo è tutto un altro discorso, ma se non si hanno grandi mire&#8230;e grandi soldi tanto vale l&#8217;on-demand. Un mio amico mi ha detto che se si vuole azzardare&#8230;a pagamento almeno bisogna tentare di farsi fare una recensione da un personaggio conosciuto, così il suo nome, tra centinaia di volumi negli scaffali, può attirare qualcuno a sbirciare il libro. Io ho pubblicato un libro comico. Domanda: se un attore (di periferia) decide di usufruire delle mie battute io in che modo posso corrispondere i miei diritti d&#8217;autore? Grazie. Ciao.</p>
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